Una poesia di Louis Carrol..

1 aprile 2007 § Lascia un commento

Il Lanciavicchio

 

Era la brilla, e i fanghilosi tavi
Ghiiravano e ghimblavano nel biava.
Mensi e procervi erano i borogavi, 
E il momico rattio superiava.

Alma dell’alma, fuggi il lanciavicchio!
E la zannante zanna, e l’arpionante
Arpione; fuggi il giubbio picchio
E il frumido Banderiscone.

In mano prese la spada vorpale:
A lungo il mastinio nemico cercò.
Ripiegò stanco sull’albero tuntunnio:
Riguardò, contemplò, meditò.

E mentre ristava in uffoso pensiero,
Il lanciavicchio con occhi di fuoco
Vifflando scese dal tulgido maniero
Boforinchiando con il fiato roco.

 E uno e due: a fondo e a fondo
La lama vorpale snicchiò e snacchiò.
Ucciso íl mostro, con il tronco capo
Galompando all’ostello tornò.

Te benedetto! Uccisti il lanciavicchio!
Ah, che ti abracci, brimante spadiero!
Giornio di fraggia e di calleia è questo!
Gaudiosamente gorgottò il messero.

Era la brilla, e i fanghilosi tavi
Ghiiravano e ghimblavano nel biava.
Mensi e procervi erano i borogavi,
E il momico rattio superiava.

  Camminavo per gli stand della fiera di Roma e a un certo punto ho sentito un ragazzo recitare sta’ poesia di Carrol (quello di Alice ne paese delle meraviglie..) non so, mi ha colpito perchè anche se le parole non c’hanno senso erano veramente evocative, e non so come mi facevano immaginare la scena….

 

 

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